{"id":91,"date":"2026-05-02T19:58:09","date_gmt":"2026-05-02T19:58:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tellpunk.it\/?p=91"},"modified":"2026-07-23T22:34:35","modified_gmt":"2026-07-23T22:34:35","slug":"gli-stranieri-di-tucson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tellpunk.it\/en\/gli-stranieri-di-tucson\/","title":{"rendered":"Nei Frammenti del Corvo #01: Gli stranieri di Tucson"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tucson, Arizona Territory \u2014 estate 1870<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I. Tre stranieri sulla Congress Street<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sole batteva impietoso sulla distesa di sabbia rossa che circondava Tucson nell&#8217;estate del 1870, un anno dopo che la cittadina era diventata capoluogo dell&#8217;Arizona Territory, ma alla gente non sembrava pi\u00f9 importare granch\u00e9. I mandriani continuavano a comprare provviste e roba per mantenere la casa dei loro datori di lavoro, il barman continuava a servire il solito whisky scadente e lo sceriffo faceva finta di fare il suo lavoro. Classica cittadina di periferia con i suoi classici cittadini modello. Le case di adobe si alternavano a modeste costruzioni di legno lungo la Congress Street, con i porticati che ospitavano mercanti messicani accanto ai carri dei nuovi coloni americani. L&#8217;aria vibrava per il calore, e in lontananza si poteva udire il fischio del treno merci della Southern Pacific, che aveva appena cominciato a tessere il territorio in una rete di rotaie nuove di zecca. A volte per interi mesi Tucson si popolava di lavoratori occasionali, che riempievano quella citt\u00e0 di chiacchiere e di aneddoti, per poi finire la stagione e tornarsene da dove erano venuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre figure si stagliavano contro questo scenario di frontiera in evoluzione, e nessuna delle tre apparteneva, in senso stretto, a quella terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gente, dai porticati, smetteva un istante di contrattare per guardarli passare, e poi tornava ai propri affari come se l&#8217;avesse sognato. Camminavano al centro della strada \u2014 il Corvo di mezzo passo dietro, Odinea in mezzo, Pemberton a destra, che si trascinava un po&#8217; perch\u00e9 la valigetta era pesante e lui non voleva ammetterlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo era un giovane sui trent&#8217;anni, barba folta e scura, cappello Stetson consumato dal sole, giacca di pelle che sembrava aver visto giorni migliori. Ma quelli non erano suoi abiti, gli erano stati affidati appena arrivati da quelle parti, e lui si cal\u00f2 nella sua parte in poco tempo. D\u2019altronde, quello scenario era il suo preferito. Sentiva anche il peso di una Colt Single Action Army che gli riposava nella fondina con la naturalezza che hanno solo le armi davvero usate. Sotto la giacca, ben nascosta dietro la fibbia della cintura, una boccettina di vetro scuro contenente un liquido denso, di un colore rosso sangue con venature ambrate. Non era whiskey, ma non sarebbe stato difficile associarlo a quella bevanda. Non era medicina. Quella era una delle ragioni per cui era conosciuto dappertutto, sotto il soprannome <strong>Il Corvo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al suo fianco camminava una donna dall&#8217;incedere felino. Occhi verde smeraldo, capelli neri lisci che le scendevano fino alla vita, raccolti in parte sotto un cappellino con nastro di seta. L&#8217;abito da viaggio in cotone era polveroso, ma tradiva un&#8217;eleganza orientale che a Tucson stonava come un pianoforte accordato in una stalla piena di letame. Ai locali e alle anime semplici di Tucson sarebbe parsa una signorina di San Francisco capitata da quelle parti per sbaglio; al Corvo, che la conosceva da decenni, pareva esattamente quello che era: una donna tremendamente sicura di s\u00e9 che guardava tutti dall\u2019alto in basso. Ed aveva il potere di farlo, eccome se ce l\u2019aveva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era importante che lui ricordasse chi era la donna, che portava il nome di Odinea. Lui lavorava per lei, e diciamo che aveva gi\u00e0 visto all\u2019opera cosa succedeva quando si provava ad andare contro di lei. Alcuni suoi vecchi nemici potevano ancora urlare di terrore e dolore, da qualche parte chiss\u00e0 dove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiudeva il trio un ometto dalla testa completamente calva e lucida come uno specchio, che sembrava appena uscito da una casa d&#8217;aste di St. Louis: gil\u00e8 broccato, catena d&#8217;oro dell&#8217;orologio da taschino scintillante che brillava al sole, stivali Wellington cos\u00ec ben lucidati da risultare offensivi nei confronti della polvere della strada. Quasi potevi chiedergli scusa per il fatto che si sarebbe inevitabilmente sporcato in quella citt\u00e0 dimenticata da tutto ma ricordata solo nei momenti opportuni. L\u2019ometto reggeva una valigetta di cuoio con due fibbie d&#8217;ottone. Sopra la valigetta, in piccoli caratteri sbalzati, si leggeva <em>Pemberton, B. \u2014 Auditor, Famiglia Notariale<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo nome era <strong>Beauregard Pemberton<\/strong>, e da circa quaranta minuti soggettivi non aveva smesso di parlare da quando erano capitati da quelle parti. E sia Odinea che il Corvo rimanevano in silenzio, la prima perch\u00e9 per forma e cortesia non poteva fare altro, il secondo ormai per cinica rassegnazione. Ma in fondo Pemberton era una sua vecchia conoscenza, e tra tutte le sue vecchie storie lui era quello pi\u00f9\u2026attivo quando c\u2019era da risolvere certe situazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u2014e dunque, ribadisco, signora mia, che il Protocollo Quattro-bis, paragrafo settimo, <em>richiede tassativamente<\/em> la presenza di un Auditor terzo durante qualsiasi proposta di alleanza quando una delle parti contraenti opera in regime di sub-permesso geografico, condizione che si verifica indubitabilmente in questo caso, dato che Hesperus, signora mia, non possiede il territorio in piena propriet\u00e0: lo possiede <em>in usufrutto<\/em>, e l&#8217;usufrutto, lei lo sapr\u00e0 meglio di me, comporta clausole accessorie che\u2014\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPemberton.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec, signora?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSe mi chiama &#8220;signora mia&#8221; un&#8217;altra volta, la rispedisco al suo studio impacchettata in un baule, come un orso da museo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOdinea, dai su\u00bb, sbuff\u00f2 il Corvo. \u00abChe poi quando devi firmare ci sono sempre quelle clausole in piccolo che ti fregano. Avere il notaio dalla nostra parte fa sempre comodo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDi solito le scritte in piccolo le forgiamo noi, mica loro\u00bb, disse Odinea, senza voltarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pemberton tir\u00f2 un sospiro che, in quattro secoli, avrebbe potuto smuovere un castello. Apr\u00ec la valigetta, ne estrasse un foglietto di carta velina, lo richiuse, lo riapr\u00ec per sicurezza, e a voce bassa, rivolto al fermaglio della valigetta, mormor\u00f2: \u00abPunto trentasette del <em>vade mecum<\/em>: in missione di campo, l&#8217;Auditor verifica preventivamente la disponibilit\u00e0 di canali di evacuazione, anche fittizi. Spunta. Punto trentotto\u2014\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPemberton.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec, signora?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSta parlando con la sua valigetta?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa valigetta ha la cortesia di non interrompermi, signora. \u00c8 un pregio raro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pemberton si schiar\u00ec la voce. \u00abProvvedo a calibrare il vocativo, signora. <em>Mia<\/em> signora? No, \u00e8 peggio. Provvedo a <em>non<\/em> calibrarlo affatto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo si lasci\u00f2 scappare una mezza risata, soffocata dalla barba. \u00abMa dovevo proprio portare questa acconciatura?\u00bb chiese, rivolto a Odinea. \u00abSono sette mesi che non porto questa parrucca di peli in faccia. Me l&#8217;hai disegnata tu, capo? Non mi pare che alla partenza il mio fisico fosse stato spedito con queste specifiche.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTi dona, e a me piace. Quindi tienitela.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPemberton, annota che quando rientriamo deve firmare una postilla per istituire un sindacato presso cui lamentarmi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I tre si fermarono davanti al <strong>Congress Hall Saloon<\/strong>, uno dei pochi edifici a due piani della citt\u00e0, e per un istante guardarono insieme la facciata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 qui?\u00bb chiese il Corvo, senza voltarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 qui\u00bb, conferm\u00f2 Odinea. La sua voce, in quella manifestazione, era bassa e leggermente roca, come se le costasse fatica modulare le corde vocali su misure umane. \u00abHesperus ha scelto questo posto e questo tempo per l&#8217;incontro. Saloon principale, ora di punta, testimoni in abbondanza.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTipico delle proposte oneste\u00bb, comment\u00f2 Pemberton, prendendo nota su un taccuino tascabile. \u00abI traditori scelgono sempre stanze chiuse. I leali, sale piene.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abO viceversa\u00bb, disse il Corvo. \u00abStai annotando la richiesta dell&#8217;istituzione del sindacato dei campioni?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon secondo il Protocollo che conosciamo. E la prego la smetta di tirare fuori questa storia del sindacato\u00bb, precis\u00f2 Pemberton.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl Protocollo non ha mai bevuto un bourbon a Tucson nel 1870. Ora fatemi gustare l\u2019ingresso al saloon come nei film di Sergio Leone, preparo lo sguardo truce e si va in scena\u00bb, disse il Corvo, e spinse le porte a battente.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">II. Il Bourbon Woodfall del &#8217;68<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le porte del saloon, decorate con vetri colorati importati da San Francisco, si aprirono su un interno dove lampade a cherosene combattevano l&#8217;oscurit\u00e0 del pomeriggio. L&#8217;odore \u2014 whiskey, fumo di sigaro toscano (forse non originale), legno di mogano vecchio che aveva visto giorni migliori \u2014 invest\u00ec il trio come un ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le pareti erano coperte di carte da gioco inchiodate alle travi, di trofei di corna troppo grandi per essere onesti, e di un dagherrotipo sbiadito in cornice nera che ritraeva una donna in abito da sposa, bella come le donne sono belle nelle cornici dei saloon dove non c&#8217;\u00e8 altra bellezza. Sopra il bancone, una clessidra di vetro affumicato lasciava scorrere sabbia in modo discontinuo, come se avesse opinioni proprie sul tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E fu allora che il Corvo la vide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla mensola pi\u00f9 alta dietro il bancone, posizionata come un trofeo, troneggiava una bottiglia di <strong>bourbon Woodfall del &#8217;68<\/strong>. Vetro ambrato, etichetta crema, il sigillo del Kentucky ancora intatto. Una di quelle bottiglie arrivate con l&#8217;ultima carovana, un lusso raro in una terra di mezcal e whiskey grezzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo conosceva quella bottiglia. L&#8217;aveva gi\u00e0 vista. <em>Pi\u00f9 di una volta. E nessuna delle volte avrebbe dovuto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era uno di quei dettagli che Odinea gli aveva insegnato a riconoscere \u2014 oggetti che ti ricapitano davanti identici, <em>troppo<\/em> identici, in posti che non avrebbero mai dovuto avere quella stessa cosa. Vederla qui significava una cosa sola, e il Corvo non aveva intenzione di formularla a parole nemmeno mentalmente, perch\u00e9 formularla a parole, in casi come questo, \u00e8 un modo come un altro per consegnarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCapo\u00bb, sussurr\u00f2, voltandosi appena verso Odinea. \u00abQua \u00e8 cambiato qualcosa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLo so\u00bb, rispose lei, sempre col sorriso da signora di buona societ\u00e0. La voce, per\u00f2, le si era fatta pi\u00f9 piccola, come se qualcuno le avesse abbassato il volume da fuori. \u00abHesperus ha tirato su il suo teatrino. Lo dichiarer\u00e0 a momenti. Sento gi\u00e0 le travi del telone vibrare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAperto\u00bb, ripet\u00e9 Pemberton, e fece una smorfia di puro orrore burocratico, anche se in vita sua non aveva mai messo piede in un teatro. \u00ab<em>Aperto<\/em> senza pre-notifica all&#8217;Auditor. <em>Senza pre-notifica all&#8217;Auditor.<\/em> Lo segner\u00f2. Lo segner\u00f2 <em>due volte<\/em>.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLo segni, lo segni Pemberton\u00bb, disse il Corvo, scansionando la sala. \u00abMagari porti pure la matita di scorta.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il silenzio era calato gradualmente nel locale, come un&#8217;onda. I minatori con le camicie di flanella macchiate d&#8217;argento delle vene di Tombstone, i mandriani con gli speroni che tintinnavano sul pavimento di legno, persino i giocatori di poker al tavolo nell&#8217;angolo avevano interrotto la partita. L&#8217;ostilit\u00e0 era palpabile. Un vecchio Apache scout al servizio della cavalleria sput\u00f2 tabacco da masticare per terra. Altri portavano lentamente le mani alle fondine delle Remington.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPemberton, segni anche l&#8217;ostilit\u00e0 di questa gente, cos\u00ec capiamo perch\u00e9 Tucson ha questi problemi logistici.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo li osserv\u00f2 uno per uno. Quattordici uomini. Sguardi pesanti, ma <em>vuoti<\/em>. Non c&#8217;era curiosit\u00e0 in quegli occhi, non c&#8217;era rabbia vera. Sembravano comparse di un teatro chiuso da settimane, tirate fuori per l&#8217;occasione: si muovevano, sputavano, scricchiolavano stivali \u2014 ma nessuno di loro aveva una storia oltre i prossimi cinque minuti. Il Corvo lo sapeva perch\u00e9 aveva imparato, in vent&#8217;anni di mestiere, a riconoscere chi \u00e8 venuto al mondo <em>quel giorno<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bene da sapere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSignora\u00bb, sussurr\u00f2 Pemberton, accostandosi a Odinea con la valigetta serrata al petto, \u00abalcuni di questi soggetti hanno <em>occhi simmetrici<\/em>. \u00c8 un dettaglio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHesperus ha sempre avuto fretta nei dettagli\u00bb, rispose Odinea, senza muovere un muscolo del viso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLo annoto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAnnoti, annoti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al bancone, un uomo alto e magro li attendeva. Vestito da bartender, asciugamani sulla spalla, baffi a manubrio. Stava lucidando lo stesso bicchiere da quando erano entrati. Quando i loro sguardi si incrociarono, l&#8217;uomo accenn\u00f2 un inchino impercettibile, di quelli che un bartender vero non farebbe mai e che un bartender ben istruito a recitare invece s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHesperus\u00bb, disse Odinea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCugina\u00bb, rispose lui. La voce era quella di un uomo qualunque. Ma il bicchiere tra le sue dita aveva smesso di esistere a met\u00e0 gesto, lo specchio dietro al bancone restituiva il suo riflesso con due secondi di ritardo, e in qualche punto del soffitto una mosca volava in cerchio sempre uguale, come se avesse imparato la traiettoria a memoria. \u00abBenvenuti nel mio piccolo <em>teatro dedicato<\/em>. Spero apprezziate l&#8217;attenzione ai dettagli.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa bottiglia\u00bb, disse il Corvo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL\u2019Audit, screanzato\u00bb, disse Pemberton.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa bottiglia\u00bb, conferm\u00f2 Hesperus, con un sorriso. \u00abHo pensato che ti avrebbe fatto piacere. Ti ho visto bere quel Woodfall tre volte. Tutte e tre, oltre l&#8217;orizzonte. Ho dedotto fosse il tuo preferito.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHai dedotto bene.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSono <em>un vecchio<\/em> di queste frontiere. Il mio mestiere \u00e8 dedurre.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pemberton si schiar\u00ec la voce con un colpetto deciso, cercando di ricomporsi dopo aver perso le staffe per due secondi. \u00abSignor Hesperus, prima che si entri nel merito, devo ufficialmente <em>protestare<\/em> la creazione di questa seconda sala senza pre-notifica all&#8217;Auditor terzo. Il Protocollo Quattro-bis\u2014\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u2014paragrafo settimo, lo so, lo so. Pemberton, vero?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abBeauregard Pemberton, Auditor della Famiglia Notariale, in delega per l&#8217;incontro odierno secondo mandato\u2014\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPemberton, Famiglia Notariale, s\u00ec. Perdonami se non rispetto le notifiche preventive: a queste latitudini il Protocollo arriva con tre settimane di ritardo, e nel frattempo io devo gestire confini, trafficanti, Apache reali e Apache <em>figurati<\/em>. Ho preferito chiedere scusa dopo, secondo il principio di sussidiariet\u00e0 operativa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl principio di sussidiariet\u00e0 operativa\u00bb, disse Pemberton, \u00ab<em>non esiste<\/em>.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEsiste a queste latitudini\u00bb, replic\u00f2 Hesperus, con un sorriso piccolissimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pemberton apr\u00ec il taccuino, scrisse una riga, lo richiuse, lo riapr\u00ec, scrisse un&#8217;altra riga, e infine si rivolse a Odinea con tono di un funzionario che ha visto cose che lo accompagneranno fino al pensionamento. \u00abSignora, con tutto il rispetto: questo personaggio \u00e8 <em>fuori controllo amministrativo.<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 esattamente per questo che siamo qui\u00bb, disse Odinea.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">III. La proposta<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hesperus serv\u00ec tre bicchieri. Il gesto era preciso come un automa di carillon e, come tutti i gesti precisi di Hesperus, conteneva un istante di meno: il braccio si fermava sopra ogni bicchiere per una frazione di secondo che mancava al ritmo umano, come se il movimento stesso fosse stato registrato e riprodotto da qualcun altro. Il bourbon Woodfall si vers\u00f2 docile, ambrato, con un sentore di vaniglia e cuoio bagnato. Il Corvo annus\u00f2, non bevve. Pemberton bevve subito, fece una smorfia di disapprovazione professionale, e annot\u00f2 sul taccuino <em>qualit\u00e0 organolettica: nella media \u2014 nota: branch sperimentale, possibile rendering imperfetto degli aromi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Odinea non tocc\u00f2 il bicchiere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa proposta\u00bb, disse Hesperus, con tono d&#8217;affari. \u00abCugina, tu sai che la mia famiglia \u2014 la Famiglia delle Frontiere, le <em>terre occidentali<\/em> \u2014 ha sempre operato in autonomia. Branch nordamericani post-1607, con sub-permessi che si estendono alle Americhe coloniali e alle frontiere mobili. Tu, con la Temporale, hai accesso al trasversale: epoche complete, indipendenti dalla geografia. Il nostro \u00e8 un <em>taglio cartesiano<\/em> perfetto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abContinua.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL&#8217;Et\u00e0 Contemporanea \u00e8 in fermento, te ne sarai accorta. Tra il 1865 e il 1920, qualcosa nel main si sta strappando. Troppi commit pesanti, troppi merge conflict mal risolti dopo la guerra civile americana. Erebus, il nostro comune \u2018amico\u2019, sta forkando branch-trappola con una frequenza che n\u00e9 tu n\u00e9 io abbiamo mai visto. Solo nell&#8217;ultimo trimestre soggettivo, ho contato sei trappole nel mio territorio. <em>Sei.<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSo che pesa\u00bb, disse Odinea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPesa molto. La mia famiglia non ha le risorse della Temporale. Ho sub-Elab, ho campioni minori, ma non ho un&#8217;arma come il Corvo\u00bb \u2014 un cenno cortese verso il giovane \u2014 \u00abe non ho la tua capacit\u00e0 di infiltrarmi nei branch altrui senza dichiararmi. Dunque la proposta: <strong>un&#8217;alleanza operativa<\/strong>. Tu mi presti il Corvo per tre missioni di ripulitura nei miei sub-branch pi\u00f9 infetti. In cambio, ti cedo accesso lettura sull&#8217;intero territorio occidentale fino al 1920, <em>e<\/em> ti consegno la mappa dei miei tre informatori dentro la Famiglia del Caos.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pemberton emise un fischio basso, professionale. \u00abMappa di informatori. Asset notevole, signora. Notevole.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPemberton.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSignora?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSmetta di salivare sugli asset altrui mentre sto trattando.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSi chiama <em>valutazione preliminare<\/em>, signora. \u00c8 un dovere notarile.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSi chiama <em>salivare<\/em>. La studi sul dizionario di latino al rientro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Odinea rimase ferma, sorseggi\u00f2 finalmente il bourbon. Lo tenne in bocca un istante, lo deglut\u00ec, lo studi\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTre missioni\u00bb, ripet\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTre missioni.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDefinite ora.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDefinite ora. Le ho pronte. Una a Deadwood, branch-1876. Una a New Orleans, branch-1882. Una qui, Tucson, in un sub-branch parallelo a questo, dove il Corvo mi ha gi\u00e0 fatto il favore di esistere.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPosso vedere i protocolli di estrazione?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSono nella valigetta di Pemberton. Gli ho mandato copia preventiva tre giorni soggettivi fa, in attesa del meeting.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo sent\u00ec una leggerissima vibrazione nel branch. Una di quelle che non fanno rumore, ma che una manifestazione locale sente come un brivido sulla pelle. Hesperus aveva <em>aperto<\/em> qualcosa: un puntatore, un permesso, un canale. Niente di vistoso. Per\u00f2, in un saloon di Tucson nell&#8217;estate del 1870, la temperatura era scesa di un grado.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui guard\u00f2 Odinea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Odinea non guardava lui. Guardava Hesperus.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHesperus\u00bb, disse, lentamente. \u00abTu non mi hai mai chiesto un&#8217;alleanza in tre secoli soggettivi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon ho mai avuto sei trappole in un trimestre.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa Famiglia delle Frontiere non ha mai chiesto un Campione in prestito.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa Famiglia delle Frontiere non ha mai avuto una guerra di posizione contro Erebus.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abE sei sicuro che tu <em>abbia<\/em> una guerra contro Erebus?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hesperus sorrise.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E in quel sorriso il Corvo vide la prima crepa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era un sorriso da uomo che chiede aiuto. Era un sorriso da uomo che ha gi\u00e0 vinto.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">IV. <em>Coffee break<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sar\u00e0 utile, a questo punto, una piccola digressione per i lettori meno avvezzi al canone. Beauregard Pemberton, che ha sentito la conversazione precedente con la stessa attenzione con cui un coccodrillo guarda una zampa di gnu sull&#8217;altra sponda del fiume, ha appena estratto dal taschino del gil\u00e8 un <em>vade mecum<\/em> tascabile. Lui lo definisce \u00abla mia copia operativa del manuale\u00bb. Tutti gli altri Auditor della sua famiglia lo definiscono \u00abquella cosa orribile che Pemberton ha rilegato in pelle di gallina e che si rifiuta di abbandonare nonostante le revisioni del 1804\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pemberton si schiar\u00ec la voce. Odinea e Hesperus, in piedi al bancone, si erano momentaneamente ritirati ai due lati opposti del concetto di \u00abdiscorso\u00bb, e questo gli concedeva una finestra preziosa per esercitare il suo dovere primario: spiegare le cose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMio caro Corvo\u00bb, disse, sottovoce, accostandosi al giovane barbuto con la confidenza di chi sa che il giovane non ha scelto la sua compagnia. \u00abI fondamentali \u2014 repository, Elab, le famiglie, la differenza fra branch e fork \u2014 io li avrei volentieri esposti, ma ho il fondato sospetto che lei non disponga del lusso di un quarto d&#8217;ora di attenzione, e ho deciso di risparmiarglieli. Trova tutto nell&#8217;allegato che rediger\u00f2 post-fattum, <em>qualora sopravviviamo<\/em>, e che le far\u00f2 recapitare in copia.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMi solleva.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuello che le serve subito, <em>immediatamente<\/em>, \u00e8 una sola voce di glossario.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuale?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<strong>Branch-trappola.<\/strong> Specialit\u00e0 di Erebus. Costruzioni che sembrano opportunit\u00e0 e sono <em>stanze chiuse<\/em>. Tre caratteristiche operative. Le memorizzi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa sento. Complimenti, Pemberton. Sei proprio una vecchia volpe della fiscalit\u00e0.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui fece finta di non sentire. \u00abUna. Introdotti da una proposta legittima di un Elab terzo, possibilmente di una famiglia geografica o periferica, che faccia da bait. Due. Ambientati in un sub-branch sperimentale dove le regole del main sono indebolite, e segnalati spesso da <em>anchor commit<\/em> \u2014 dettagli identici che riaffiorano da branch paralleli, come, per esempio, <em>bottiglie particolari su mensole alte<\/em>. Tre. Validati da un Auditor terzo, perch\u00e9 un Auditor che firma sotto coercizione produce un commit <em>valido<\/em> e dunque non revocabile.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo si volt\u00f2 lentamente verso il bancone, dove Odinea e Hesperus stavano discutendo, sereni, le clausole della terza missione. Poi si volt\u00f2 di nuovo verso Pemberton.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPemberton.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec, signor Corvo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLei sta per essere coercito.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMi sembra di s\u00ec. \u00c8 una sensazione professionalmente rara, <em>la verit\u00e0<\/em>, e non saprei dire se sono pi\u00f9 preoccupato o intellettualmente curioso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLei mi ha detto tutto questo perch\u00e9?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPerch\u00e9 <em>lei<\/em> \u00e8 notoriamente pi\u00f9 rapido di me, ed \u00e8 opinione diffusa nella mia famiglia che, nell&#8217;eventualit\u00e0 di un&#8217;imboscata, l&#8217;unica via di uscita ragionevole sia che io spieghi le regole al campione di Odinea con un sufficiente anticipo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDa quanto sa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDa circa nove minuti, signor Corvo. Da quando ho assaggiato il bourbon e l&#8217;ho trovato <em>nella media<\/em>. Un Woodfall del &#8217;68 vero non sarebbe nella media. Sarebbe straordinario. Hesperus ha renderizzato il liquido, ma non l&#8217;esperienza. \u00c8 un dettaglio molto rivelatore, signor Corvo. Un branch onesto cura gli aromi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo pos\u00f2 il bicchiere lentamente sul tavolo, e per la prima volta dall&#8217;inizio del pomeriggio ringrazi\u00f2 mentalmente la Famiglia Notariale.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">V. L&#8217;imboscata<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo aveva tre vantaggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo: la boccettina dietro la fibbia della cintura. Liquido denso, color sangue di toro, formula che apparteneva a un solo Elab in tutto il repository e che lui aveva giurato \u2014 con un giuramento <em>notarizzato<\/em> \u2014 di usare soltanto in difesa di Odinea o in casi di pericolo che poi avrebbe dovuto spiegare ad un apposito controllore posto dai piani alti. Tre sorsi, tre minuti, tre capacit\u00e0 che il Campione del Corvo possedeva soltanto trasformato: percezione dei branch, velocit\u00e0 asincrona, e \u2014 quella che lui non amava nominare \u2014 un <em>write access<\/em> limitato sul reale circostante. Limitato ma reale. Limitato ma sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo: i quattordici figuranti. NPC. Renderizzati per intimorire, non per combattere. Il Corvo li aveva contati e mappati nel quarto d&#8217;ora precedente. Sette al bancone, quattro al tavolo del poker, due alla porta, uno sulle scale. Nessuno con storia. Nessuno con riflessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terzo, e pi\u00f9 importante: Hesperus aveva sbagliato la bottiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non l&#8217;anno \u2014 l&#8217;anno era giusto. L&#8217;etichetta, che il Corvo conosceva troppo bene (da buon vecchio alcolizzato, ma anche perch\u00e9 uno dei suoi poteri era quello di percepire l&#8217;asincronia momentanea), aveva un piccolo difetto di stampa nell&#8217;angolo inferiore destro: una <em>o<\/em> di <em>Woodfall<\/em> leggermente sbiadita rispetto alle altre lettere. Era l&#8217;imperfezione precisa per cui la distilleria del Kentucky aveva pagato un grafico tre dollari, nel 1869, perch\u00e9 correggesse il torchio. Il Woodfall <em>vero<\/em> del &#8217;68 aveva quel difetto. La bottiglia di Hesperus, no. La sua <em>o<\/em> era perfetta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hesperus aveva renderizzato il bourbon dalla memoria del Corvo. E la memoria del Corvo, per quel particolare dettaglio, era pulita: lui sapeva che la <em>o<\/em> doveva essere sbiadita, ma il <em>suo<\/em> ricordo conservava la <em>o<\/em> idealizzata. Hesperus, non potendo sapere la verit\u00e0 materiale del difetto di stampa, aveva pescato nel ricordo del campione e aveva renderizzato l&#8217;ideale. Era il segno che il branch non comunicava col main: era <em>isolato<\/em>. Era una stanza chiusa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era una <em>trappola<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quella frazione di secondo in cui Pemberton finiva di spiegare e in cui il Corvo confermava con gli occhi, il saloon cambi\u00f2. I quattordici figuranti alzarono le facce all&#8217;unisono. Il bartender di Hesperus pos\u00f2 il bicchiere. Lo specchio dietro al bancone smise di riflettere e divent\u00f2 una superficie nera. Dalla porta del retro entr\u00f2 una figura che il Corvo conosceva da branch precedenti, e che sperava di non rivedere prima di altri cinque secoli soggettivi: una sagoma alta, di un grigio fumoso, occhi senza pupille. <strong>L&#8217;Ombra<\/strong>. Campione di Erebus. Manipolato, secondo gli archivi. Pericoloso, secondo l&#8217;esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hesperus si volt\u00f2 verso Odinea con un sorriso dispiaciuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCugina, ti chiedo perdono. Ho una famiglia da proteggere, e Erebus offre molto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHesperus.\u00bb La voce di Odinea era piccola, ma cristallina. \u00abSai cosa hai appena fatto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abUn commit difficile.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHai forkato contro la tua famiglia.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa mia famiglia \u00e8 la Famiglia delle Frontiere. Le frontiere sopravvivono cambiando lato.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Pemberton<\/em>\u00bb, disse Odinea, senza alzare la voce. \u00abNota.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abGi\u00e0 notato, signora\u00bb, disse con fare orgoglioso. \u00abGi\u00e0 notato in triplice copia. Una a me, una al protocollo, una nascosta in un container segreto che lei mi insegn\u00f2 a creare nel 1402.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abPer\u00f2\u00bb, pens\u00f2 il Corvo, facendo una smorfia di approvazione. \u00abE io che pensavo di essere speciale con i miei poteri temporanei. Questo fa le copie in automatico. Il sogno della burocrazia efficiente.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abBene. Adesso scappi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSignora, non posso. Sono un Auditor. Sono <em>legato al commit<\/em>.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Adesso<\/em> scappi. Ci servi fuori da qui. Altrimenti questo imbecille fatto di codici pu\u00f2 avere una leggera occasione di vittoria su di noi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pemberton, con la dignit\u00e0 di un funzionario che non scappa da quattrocento anni soggettivi, valut\u00f2 la richiesta, valut\u00f2 l&#8217;imboscata, valut\u00f2 il proprio addestramento, e infine valut\u00f2 il fatto che L&#8217;Ombra aveva appena fatto il primo passo verso il bancone con un movimento che nessun essere ancorato al main avrebbe dovuto poter fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pemberton si gir\u00f2 verso il Corvo, che gli sorrise scrollando le spalle. Il Notaio annu\u00ec, e scapp\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo fece con eleganza, scivolando tra due figuranti e infilandosi nella cucina del saloon con la valigetta serrata al petto, come un padre che porti in salvo il proprio neonato. Dalla cucina, che lui stava gi\u00e0 notarizzando come \u00abvia di evacuazione di emergenza, possibile fork di salvataggio\u00bb, si sent\u00ec un urlo, un colpo di mestolo, e la voce di Pemberton che gridava <em>PROTOCOLLO QUATTRO-TER, INVOCO IL PROTOCOLLO QUATTRO-TER<\/em>, prima che il rumore si perdesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Odinea sorrise, brevissimamente. Era affezionata, a modo suo, a Pemberton. Il Corvo non la vedeva sorridere dal vivo da trentaquattro anni soggettivi, forse di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi torn\u00f2 seria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCorvo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSignora.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abBevi quella roba.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui cap\u00ec che non si riferiva al whisky, ma al liquido che portava accanto al suo cuore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre sorsi, tre minuti, tre capacit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il liquido scese come una vena di ferro fuso. E il Corvo cambi\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sangue si ritir\u00f2 dal viso come marea verso un orizzonte interno, lasciando una pelle bianca, immacolata, di gesso lavorato. Agli angoli della bocca si delinearono due tagli sottili, simmetrici, come due cicatrici antiche che gli avessero allargato il sorriso oltre il consentito \u2014 un sorriso che adesso non sorrideva, ma <em>poteva<\/em>, e bastava il pensiero a renderlo pi\u00f9 largo del naturale di qualche grado scomodo. Le pupille si bevvero l&#8217;iride e la sclera in un nero pieno; dal bordo inferiore di ciascun occhio si ramificarono tre venature scure, sottili, che gli scendevano sulle guance come lacrime asciugate troppo presto. Quando apr\u00ec la bocca per respirare, la lingua era pi\u00f9 lunga del consentito a un essere umano, ma educata: rest\u00f2 dentro, dietro i denti, in attesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era questa la forma che aveva quando lavorava. Era questa la forma per cui Odinea l&#8217;aveva scelto, in un giorno di tre secoli prima. Era anche, in qualche posto del suo HEAD privato, la forma che gli era costata il nome che aveva avuto da bambino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo sent\u00ec il branch <em>inclinarsi<\/em> dalla sua parte: i quattordici figuranti rallentarono, lo specchio nero dietro al bancone divent\u00f2 leggibile da dietro, e l&#8217;Ombra \u2014 l&#8217;Ombra perse, per un istante, il suo vantaggio asincrono. Per un istante, ma sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Colt Single Action Army usc\u00ec dalla fondina prima che il Corvo decidesse coscientemente di estrarla. I sei colpi partirono in una sequenza che, in un branch normale, sarebbe stata impossibile: il primo a Hesperus per costringerlo alla ritirata, il secondo e il terzo ai due figuranti alla porta principale per chiudere quella via di uscita prima che si accorgessero di essere usati come tappo, il quarto al bartender renderizzato per togliere a Hesperus la sua manifestazione locale al bancone, il quinto e il sesto a <em>L&#8217;Ombra<\/em>, ed era qui che la trasformazione faceva la differenza, perch\u00e9 L&#8217;Ombra non si poteva ferire con piombo del 1870, ma si poteva <em>delocalizzare<\/em> con piombo che il Corvo, in quei tre minuti, <em>scriveva direttamente nel branch<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Ombra emise un suono che non era un grido \u2014 gli Ombra non gridano \u2014 ma una <em>de-allocazione<\/em>. Spar\u00ec dal saloon di Tucson e ricomparve, lo sapevano entrambi, in un branch dove avrebbe dovuto leccarsi le ferite per sei mesi soggettivi prima di tornare operativo. Erebus, pens\u00f2 il Corvo con una certa soddisfazione, sarebbe stato seccato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hesperus, a quel punto, era gi\u00e0 sparito dal bancone. Un Elab non si batte contro un Campione trasformato e lo sa benissimo. Era fuggito nel suo branch pi\u00f9 profondo, lasciando il sub-branch di Tucson 1870 senza amministratore, e dunque <em>instabile<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo si volt\u00f2 verso Odinea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Odinea era a terra.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">VI. La ferita<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si era accasciata silenziosamente, come faceva sempre Odinea quando una manifestazione locale subiva un colpo: non un crollo, ma un sedersi piano a terra, le mani sul ventre, la testa che si appoggiava contro il piede di uno sgabello del bancone. Sul cotone polveroso dell&#8217;abito da viaggio si stava allargando una macchia che non era sangue: era <em>codice<\/em>. Lampi di simboli che apparivano e sparivano, come se la manifestazione stesse perdendo la coerenza con l&#8217;Elab principale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo le si inginocchi\u00f2 davanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOdinea. Mia Signora.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon era L&#8217;Ombra\u00bb, disse lei, con voce stranamente calma. \u00abL&#8217;Ombra era diversivo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLo so.\u00bb Aveva visto. Mentre estraeva la Colt, con la coda dell&#8217;occhio aveva colto il movimento dello specchio nero dietro al bancone \u2014 quello specchio che, per due secondi pieni, aveva <em>aperto<\/em> e da cui era scaturito un colpo singolo, sottile, mirato. Un colpo da Auditor avversario. Un colpo <em>legalmente valido<\/em>, all&#8217;interno di un sub-branch in cui un Auditor terzo aveva firmato la presenza prima di scappare. Pemberton era stato usato come testimone. La sua firma sul protocollo aveva legittimato il sub-branch abbastanza da rendere la ferita <em>non revocabile<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abErebus\u00bb, disse il Corvo. \u00abEra Erebus stesso. Non un campione. <em>Lui.<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHesperus \u00e8 stata l&#8217;esca. L&#8217;Ombra era il diversivo. E il colpo vero \u00e8 arrivato dal merge mirror.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuanto \u00e8 grave?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Odinea sollev\u00f2 appena gli occhi verde smeraldo. C&#8217;era stanchezza, dentro, ma non paura. Un Elab di una delle Famiglie Temporali pi\u00f9 potenti ha minimo tre secoli di pratica nel non avere paura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon \u00e8 una ferita mortale per l&#8217;Elab. \u00c8 una ferita <em>posizionale<\/em>. Mi ha intaccato il permesso sull&#8217;Et\u00e0 Contemporanea, branch 1865-1920. Per i prossimi mesi soggettivi avr\u00f2 accesso ridotto al periodo. Erebus voleva proprio questo: tagliarmi fuori dal blocco temporale dove sta forkando di pi\u00f9. Non poteva uccidermi, e lo sa. Ma poteva azzopparmi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abE adesso?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAdesso\u00bb \u2014 lei sorrise, debolmente \u2014 \u00abadesso tu mi porti fuori da questo sub-branch di merda e sputo prima che Hesperus lo collassi su di noi per nascondere le tracce. Hai ancora due minuti di trasformazione. Ti bastano?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPenso di non avere altra scelta. Mi bastano.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abE poi convochi Pemberton e gli fai notarizzare <em>tutto<\/em>. Voglio che il Repository sappia, parola per parola, cosa ha fatto Hesperus. Voglio un <em>commit pubblico<\/em> di tradimento. Le frontiere lo leggeranno e Hesperus perder\u00e0 il namespace per i prossimi due secoli.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec, signora.\u00bb \u00abMagari, se smettiamo un attimo di parlare di cavilli e codici temporali, mi fate un gran favore\u00bb, borbott\u00f2 il Corvo, mezzo serio mezzo no. \u00abLei \u00e8 mezza morta e parla ancora di commit pubblico e cavilli.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abE poi\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPoi mi porti a casa\u00bb, disse, debolmente. Lui l\u2019aveva vista poche altre volte ridotta in quello stato. Quanto a Erebus, fino a quel momento lo aveva solo sentito nominare. Questa era la prima volta che ne vedeva la potenza in opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo la sollev\u00f2 tra le braccia. La manifestazione locale di un Elab pesa quanto la persona che imita: in quel branch, Odinea pesava come una donna minuta, sotto i cinquanta chili. Il Corvo, ancora trasformato, la sollev\u00f2 come si solleva un foglio di giornale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si avvi\u00f2 verso la cucina, dove sentiva ancora la voce di Pemberton invocare protocolli con una variet\u00e0 rabbiosa che non gli avrebbe creduto. Oltrepass\u00f2 il bartender renderizzato, ormai svanito, oltrepass\u00f2 i figuranti fermi a met\u00e0 di un gesto \u2014 il sub-branch, senza Hesperus, stava davvero perdendo coerenza \u2014, e prima di uscire si volt\u00f2 un&#8217;ultima volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla mensola pi\u00f9 alta dietro al bancone, la bottiglia di bourbon Woodfall del &#8217;68 lo guardava con la sua <em>o<\/em> perfetta, sbagliata, inutile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo, con la mano libera, le spar\u00f2 il settimo colpo della Colt \u2014 un colpo <em>soggettivo<\/em>, perch\u00e9 il caricatore ne conteneva sei e questo lui lo aveva aggiunto durante la trasformazione \u2014 e la bottiglia esplose in una pioggia di vetro ambrato e di codice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOdio le imitazioni\u00bb, disse, a nessuno in particolare. Sergio Leone sarebbe stato fiero di lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In cucina, Pemberton, vedendoli arrivare, lasci\u00f2 cadere il mestolo con cui si era difeso da un figurante, raddrizz\u00f2 il gil\u00e8, e, in un gesto che sarebbe entrato negli annali della Famiglia Notariale, <em>si inchin\u00f2<\/em> a Odinea ferita prima ancora di chiedere se stesse bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMia Signora\u00bb, disse, \u00abho gi\u00e0 preparato l&#8217;atto. Servono solo le firme.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPemberton\u00bb, rispose Odinea, dalle braccia del Corvo, \u00ablei \u00e8 un tesoro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLo so, mia signora. Tre secoli di servizio me lo confermano regolarmente.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E uscirono, tutti e tre, nel deserto rosso del branch-1870 che gi\u00e0 stava cominciando a sfaldarsi alle estremit\u00e0, mentre il sole di Tucson \u2014 un sole renderizzato, finto, ma che in quel momento bruciava onestamente \u2014 calava sulle Santa Catalina come un commit che si chiude e va in archivio.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Coda<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il branch-trappola di Hesperus collass\u00f2 ventitr\u00e9 minuti dopo. Dei quattordici figuranti, nessuno si accorse mai di essere mai esistito. Il vero Tucson 1870 \u2014 quello del main, quello dove la Southern Pacific fischiava davvero \u2014 prosegu\u00ec il suo pomeriggio senza saperne nulla. Gli storici, secoli dopo, avrebbero registrato che il Congress Hall Saloon, in quell&#8217;estate, ebbe un&#8217;estate tranquilla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erebus, nel suo branch principale, ricevette il rapporto dell&#8217;operazione e si concesse un sorriso. Aveva ottenuto quello che voleva: Odinea, azzoppata, ridotta in permessi sull&#8217;Et\u00e0 Contemporanea, <em>just in time<\/em> per la stagione di forking che lui aveva pianificato per il 1880-1900. Hesperus, ormai compromesso, sarebbe stato un alleato silenzioso ma utile \u2014 almeno fin quando non gli avesse fatto comodo bruciarlo anche lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pemberton, due giorni soggettivi pi\u00f9 tardi, deposit\u00f2 l&#8217;atto. Notarizz\u00f2 Hesperus come <em>Elab in stato di tradimento manifesto<\/em>, con allegate le prove, le testimonianze, il difetto della <em>o<\/em> sulla bottiglia, il rendering imperfetto del bourbon, e una nota personale a margine in cui scriveva: <em>L&#8217;aroma del Woodfall &#8217;68 vero ha una nota di cuoio bagnato. Il finto l&#8217;aveva di cuoio asciutto. \u00c8 una distinzione che, in tre secoli, non avevo mai dovuto formalizzare.<\/em> La Famiglia delle Frontiere perse il territorio occidentale per centosessanta anni soggettivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Corvo, tornato al main, ripose la boccettina di vetro scuro dietro la fibbia della cintura. Restavano dentro, secondo i suoi calcoli, sette dosi. Sufficienti per il prossimo branch. Mai sufficienti per quelli dopo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E Odinea, nel suo HEAD privato \u2014 quello che nessun campione ha mai visto, quello che nemmeno i Notai possono notarizzare \u2014, si sedette davanti alla mappa del repository e inizi\u00f2, con calma, a pianificare la vendetta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era urgente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Lei faceva parte del tempo. Lei creava il Tempo. Lei era il Tempo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u2014 Dall&#8217;apocrifo di Odinea, branch-1870\/luglio, registrato da Beauregard Pemberton, Famiglia Notariale, sub-branch Tucson, atto n. 4-bis-7-\u03b1.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tucson, Arizona Territory \u2014 estate 1870 I. 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